Se i ragazzi zoppicano… Il Bollettino Salesiano – Ottobre 2012

ott 31st, 2012 | By | Category: Vivere lo Sport
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982Il Bollettino Salesiano – Ottobre 2012

http://biesseonline.sdb.org/bs/articolo.aspx?newsID=8604
COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO
Se i ragazzi zoppicano…

Molti pedagogisti notano che negli ultimi cento anni vi è stato un triplice passaggio: dai genitori-autoritari si è passati ai genitori-permissivi, per arrivare, oggi, ai genitori-regrediti:

ai genitori non cresciuti.



Il brillante scrittore inglese Oscar Wilde (1854-1900) diceva: “In quest’epoca tutti sono così ansiosi di educare il prossimo che non hanno più tempo ad educare se stessi”.

L’affermazione umoristica o sarcastica (come volete) è quanto mai attuale.

è incredibile la superficialità con la quale tanti affrontano il compito dell’educazione.

Abbiamo fatto tanto per il controllo delle nascite, e per il controllo dei padri e delle madri?

Vi sono persone che diventano genitori senza avere la più pallida idea di ciò che significhi educare un figlio!

Ha ragione Ernesto Caffo,l’ideatore del ‘Telefono Azzurro’ a sostenere che “un adulto non diventa genitore automaticamente. è un processo mentale che presuppone tempo”.

Insomma, come non basta avere un piano per essere un pianista, così non basta avere figli per essere genitori-educatori.

Per essere tali non è sufficiente avere la maturità biologica che si raggiunge quando si ha la possibilità di generare; non è sufficiente la maturità legale che permette di poter compiere attività ed azioni permesse dalla legge come, ad esempio, votare, guidare l’auto…; per essere genitori non basta neppure la maturità mentale di chi ha una certa cultura.

Per essere genitori-educatori, occorre aver raggiunto una buona maturità personale.

D’altronde è logico che sia così!

Quando il figlio nasce non sa niente: non sa che il fuoco brucia, non sa parlare, non sa telefonare, non sa salutare… Non sa nulla!

Da chi impara a vivere da uomo?

Dai primi che vede vivere: impara dai genitori.

Se ha la fortuna di vedere persone riuscite, rimanda l’immagine di una persona riuscita; se ha la sventura di vedere persone fallite, rimanda l’immagine di una persona fallita.

In una parola: gli uomini ‘nascono’ solo dagli uomini !

Ecco perché la nostra capacità di educare è proporzionata al livello raggiunto nella nostra educazione.

Un figlio che vede solo bonsai, non potrà mai immaginare sequoie!

A questo punto il discorso si fa serio ed urgentissimo.

Molti pedagogisti notano che negli ultimi cento anni vi è stato un triplice passaggio: dai genitori-autoritari si è passati ai genitori-permissivi, per arrivare, oggi, ai genitori-regrediti: ai genitori non cresciuti.

Sugli ultimi vocabolari inglesi vi sono due parole che, per ora, non si trovano ancora in quelli italiani: ‘adultiscenza’ e ‘adultiscenti’, per dire che in tanti adulti è rimasta molta (troppa!) adolescenza.

Insomma, adulti immaturi, non formati.

Smettiamola, dunque, di colpevolizzare i nostri ragazzi d’essere fragili, vuoti, sbandati!

è una lamentela tanto diffusa quanto insensata, esattamente come quella di quella signora anziana che, specchiandosi e vedendosi piena di rughe, dava la colpa allo specchio!

Siamo onesti: se i ragazzi zoppicano è perché gli adulti non riescono a stare in piedi!

Che ne dite?
Attenti ai tempi morti!

Il nostro noto scrittore Umberto Eco ha questa opinione:”Io credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci”.

D’accordo! Forse educhiamo proprio quando meno ci pensiamo!

Il padre vede per strada un bisognoso che chiede aiuto: gli posa un euro sulla mano; la madre è in chiesa, prega in silenzio, concentrata, mentre il figlio osserva. Ecco due esempi di educazione non direttamente voluta, l’esempio supera di gran lunga quella realizzata con una valanga di parole sull’amore del prossimo e sulla fede in Dio.

Rientrano anche nei ‘tempi morti’ le parole che lasciamo cadere senza preavviso, come la cosa più naturale del mondo.

Siamo a tavola: il padre, ad un tratto dice: “Le parolacce sono come il raglio di un asino in mezzo ad un bel concerto!”.

La madre è in auto: ad un tratto, vedendo la rèclame di un parrucchiere esclama:”Non basta avere i capelli in ordine, bisogna anche avere le idee a posto!”.

Parlare in questo modo non offende nessuno, neanche il figlio adolescente sempre (e giustamente!) così allergico alle ‘prediche’.

Non solo, ma le parole dette senza preavviso sovente hanno un fortissimo impatto sul figlio perché rivelano i nostri pensieri più intimi, le nostre opinioni, i valori che ci portiamo dentro.

Mi ha sempre colpito la confessione dello scrittore pedagogista Leo Buscaglia il quale rivela che si è costruito la sua morale sulle parole che il padre lasciava cadere a tavola durante la cena. Alcuni esempi:”è fondamentale amare”. “La crudeltà è segno di debolezza”. “Non tradire mai te stesso”. “Le persone sono buone se si dà loro la possibilità d’esserlo”… x
Che ne dite?
“Ciò che manca nella nostra società è una didattica del dolore, fin da piccoli.

Troppi genitori si sforzano di tenere i figli lontani, il più a lungo possibile, dagli eventi negativi. I bambini fanno solo l’esperienza indiretta del dolore, attraverso la televisione, i computer, i giochi.

Quando la realtà, quella vera, irrompe con tutta la sua forza, si trovano del tutto impreparati. Preferiscono fuggire”.

(Paolo Crepet, psichiatra).



“Da troppo tempo viviamo sotto l’influsso di una divinità tanto ammaliante, quanto crudele, un uccelletto che canta soave, ma che ha un becco così sottile e feroce da mangiarci il cervello: la Facilità”.

(Marco Lodoli, insegnante).



Chi non ride, ha sbagliato a nascere
Le cipolle.

Il marito entra in casa e vede la moglie che si sta asciugando gli occhi.

Furibondo, grida:

- Dimmi chi è stato a farti piangere e lo faccio a pezzettini.

- Bene, va’ in cucina e trita le cipolle!



Giuramento.

- Caro, giura sulla cosa più cara che hai che mi vuoi bene!

- Sì, tesoro: te lo giuro sull’affitto di casa!



Magrissima.

Il marito va dal medico per un consiglio.

- Dottore, mia moglie è magra da impazzire! Che cosa devo fare?

- Caro mio, falla mangiare.

- E da chi?



Al mare.

- Scusami, Enrica, ma tuo marito sta facendo il cascamorto con quella bella ragazza. Tutta la spiaggia li sta guardando e tu non dici niente?

- No: voglio vedere per quanto tempo resiste con la pancia indietro.



Eliminato.

Durante il rinfresco, dopo la cerimonia, un invitato, arrivato in ritardo, domanda affannato:

- Scusi, arrivo adesso, è lei lo sposo?

- No, io sono stato eliminato alle semifinali!



Venti chili.

Il marito, severo: – Mia cara, devi assolutamente dimagrire! Adesso hai più di venti chili con i quali non sono né legalmente, né religiosamente sposato!

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