Golf

ago 31st, 2006 | By | Category: Sport Individuali
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124Il golf è uno sport che si pratica all’aria aperta lungo un percorso definito nella lunghezza e nella larghezza. La lunghezza del percorso è suddivisa in 18 parti ciascuna delle quali si chiama “buca”; un percorso è fatto quindi di 18 buche (ma esistono anche campi con 9 buche) di lunghezza e larghezza differente; tutte insieme formano il percorso standard del campo di golf.
Scopo del gioco è lanciare, colpendola con degli attrezzi che si definiscono “ferri”, “legni”, “putter” (a seconda delle loro caratteristiche e dunque del loro impiego) e che nel linguaggio comune si chiamano bastoni, una pallina lungo il percorso erboso caratterizzato da diverse difficoltà o ostacoli fino a quando la pallina non viene spinta nella buca che si trova al termine della buca.
Le buche dovrebbero essere terminate, a seconda della lunghezza, nel numero di colpi loro assegnato che può essere di 3, 4 o 5 colpi. Il numero di colpi previsto prende il nome di “par”, quindi avremo buche par 3, par 4 o par 5. La somma dei vari par darà il par del campo (ovvero la somma delle 18 buche), normalmente posto tra 69 e 72.
Storia
Si ritiene comunemente che il golf sia originario della Scozia da dove si è poi diffuso nelle isole britanniche e di lì nel resto del mondo, tuttavia alcuni appassionati e storici citano l’esistenza di documenti scritti la cui evidenza, incontrovertibile, testimonia la pratica di un gioco chiamato “golf” in Olanda già dal 1297. Il nome deriva dall’acronimo “Gentlemen Only Ladies Forbidden” o più comunemente golf.

è difficile in ogni caso dirimere la “diatriba” che si protrae da secoli, quel che è certo è che il gioco praticato dagli Olandesi risulta ben documentato sia da editti cittadini, che concedevano terreni per percorsi di “colf”, sia da sentenze di tribunali che punirono con ammende i golfisti ante litteram che causarono danni e disturbarono la quiete arrivando a giocare entro le mura delle città.
Vi è da dire tuttavia che, sul finire del XIII secolo, la Scozia non era certo la culla della civiltà, era un paese quasi interamente analfabeta dove probabilmente nessuno riteneva di trascrivere riferimenti ad un passatempo praticato da pochissimi. La polemica su chi ha inventato il golf è esistita ed esisterà sempre, quello che va sottolineato è che gli Scozzesi la falsarono deliberatamente a proprio favore, per ragioni di patriottismo o giù di lì.
Illustri storici arrivarono a dichiarare che il golf fu inventato dopo la fondazione dell’Università di Saint Andrews, nel 1413, ma a supporto di tale affermazione non portarono alcuna prova mentre esistono prove che a quel tempo il golf era praticato in Scozia da più di un secolo. Insomma quel che di certo si può documentare è che tra il 1300 ed il 1400 i traffici commerciali tra l’Olanda e la costa orientale della Scozia erano diffusissimi e fiorenti, quindi qualora un gioco un po’ stravagante avesse preso piede in Scozia come in Olanda, la notizia avrebbe impiegato assai poco tempo a diffondersi in ambo le direzioni attraverso il Mare del Nord. Altro fatto certo fu l’importazione in Scozia di palline provenienti dall’Olanda ed il traffico in senso contrario di cleek scozzesi. In conclusione si può certamente affermare che le probabilità che il golf abbia avuto origine in Olanda sono incontestabilmente tanto alte quanto la certezza che quando il golf si diffuse in Scozia, al punto che i responsabili della Honourable Company of Edimbourgh Golfers decisero di scrivere, codificandole, le prime regole del golf, il gioco in Olanda non era più praticato. Quest’attività atletica fece parte del programma olimpico nel 1900 e 1904.
Le regole
Il golf è uno sport disciplinato ora da numerose regole, apparentemente complicate: dovendo prevedere varie situazioni di gioco (su cui influiscono morfologia dei campi, situazioni ambientali, vantaggi assegnati ai giocatori (i cosiddetti “handicap”), materiali a disposizione, tipi di competizione) le regole del golf sono aggiornate e pubblicate con cadenza quadriennale a cura di enti preposti (“Governing Body”): per l’Europa è il Royal & Ancient Golf Club of St. Andrews (R&A), in Scozia; per l’area americana la United States Golf Association (USGA).
L’importanza di conoscere le regole per un giocatore di golf è massima: si tratta probabilmente dell’unico sport in cui ognuno è arbitro di sé stesso, e quindi onestà e rispetto devono far parte del bagaglio di ogni golfista. Inoltre, esistono procedure da seguire per non incorrere in penalità o semplicemente per sfruttare a proprio favore determinate situazioni.
Ecco perché è richiesto un esame delle regole, da sostenere presso uno dei circoli riconosciuti dalla Federazione. Oltre a regole di gioco sono necessarie regole di etichetta.
Durante lo svolgimento delle gare ufficiali, più che dei veri e propri arbitri ci sono degli osservatori. Ogni concorrente è tenuto in pratica ad autocontrollarsi. In caso di controversie ci si appella ad un apposito comitato, il cui scopo principale è quello di far sapere ai giocatori cosa prevedono le regole nel caso specifico.
E non mancano regole destinate a scoraggiare il gioco lento, che anzi si vanno man mano inasprendo con l’aumentare dei praticanti: ad esempio giocare una palla “provvisoria” quando è probabile che si sia persa la propria, onde evitare di perdere tempo nella ricerca.
Principalmente si distinguono due tipi di gioco. Nel gioco a buche si assegna un punto al giocatore che conclude la buca nel minor numero di colpi (tenuto conto dell’handicap, delle penalità e degli abbuoni) e il vincitore è colui che al termine del percorso ha vinto più buche. Nel gioco a colpi il vincitore è il concorrente che ha percorso l’intero giro nel minor numero di colpi (sempre tenendo conto dell’handicap, delle penalità e degli abbuoni).
Il regolamento disciplina inoltre in modo abbastanza rigoroso gli attrezzi utilizzati dai giocatori: se da una parte le nuove tecnologie permettono di realizzare mazze e palle sempre più sofisticate e performanti, dall’altra le regole imposte si fanno sempre più restittive, ma sempre nello spirito di gareggiare in modo “fair”.
Ma non è stato sempre così, anzi è molto probabile che i golfisti per almeno 300 anni abbiano giocato praticamente senza regole scritte tanto semplice era il “loro” gioco che si distingueva da altri giochi di “mazze/bastoni e palle” solo per il fatto che si dovesse concludere con la palla infilata dentro una buca. L’introduzione delle regole scritte portò un minimo di ordine ma di certo tali regole furono mutuate da altre tra cui con ogni probabilità vi furono quelle di un gioco Francese detto “Jeu de Mail”.

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